Risorse
Logo per ristorante: come deve essere e come sceglierlo
· 4 minuti di lettura
Un buon logo per ristorante è un segno semplice: si legge da lontano, sta bene sul menu e racconta che tipo di cucina trovi dentro. Non deve essere complicato. Deve essere riconoscibile e funzionare ovunque lo metti.
Pensa a dove finirà: sull'insegna in strada, in cima al menu, sulle tovagliette, sulla scatola dell'asporto, nel cerchio piccolo del profilo social. Se regge in tutti questi posti, è un buon logo. Se si vede bene solo sul foglio dove è stato disegnato, no.
In questa guida vediamo cosa deve fare un logo, gli errori più comuni e come scegliere tra le proposte senza affidarti solo al gusto.
Cosa deve fare un logo per ristorante
Prima di tutto deve leggersi. Il nome del locale è la parte più importante: se il carattere è troppo fantasioso o troppo sottile, da lontano diventa una macchia. Facciamo un esempio. Un'osteria con il nome scritto in un corsivo elegante, ma su un'insegna alta e stretta: dalla strada si legge a metà. Il problema non è il nome, è il carattere. Prova sempre a guardare il logo dal marciapiede di fronte, con la luce della sera.
Poi deve dire chi sei. Una pizzeria con il forno a legna, un'osteria di campagna, un ristorante di pesce sul porto e un locale di cucina creativa non hanno la stessa faccia. Il carattere, i colori e la forma fanno capire lo stile prima ancora che il cliente apra il menu.
Deve anche adattarsi. Un logo serve a colori e in bianco e nero, in orizzontale e in formato quadrato o tondo. Serve per il timbro, per l'adesivo, per l'ordine delle scatole. Chi lo disegna deve pensare a tutti questi usi fin dall'inizio, non a cose fatte.
Infine deve durare. Le mode passano: un segno pulito invecchia meglio di uno pieno di effetti, ombre e sfumature, che su carta e in bianco e nero spesso vengono male.
Gli errori che si vedono più spesso
Ecco quelli che ritroviamo più di frequente nei ristoranti:
- Troppi simboli. Forchetta, coltello, cappello da cuoco e cerchio, tutti insieme: il risultato somiglia a quello di mille altri locali.
- Carattere illeggibile. Una scrittura a mano molto elaborata sta bene sul menu a tavola, molto meno sulla vetrina.
- Colori che cambiano da un pezzo all'altro. Il rosso dell'insegna non è quello del menu, che non è quello del sito.
- Un logo fatto in fretta o preso da un modello. Se parte da un modello pronto, qualcun altro può averne uno quasi identico.
- Un solo file. Se ti hanno consegnato soltanto una foto del logo, e non i file adatti alla stampa, ogni volta che ordini qualcosa avrai problemi.
Come scegliere tra le proposte
Se ricevi più proposte, non scegliere subito la più bella. Provale in quattro situazioni:
- L'insegna. Riducila e mettila accanto alle insegne della tua via: si legge? Si distingue?
- Il menu. Stampala piccola, in cima a un foglio: i dettagli sottili sono spariti?
- Il profilo social. Mettila dentro un cerchio piccolo, come sul telefono.
- Il bianco e nero. Se senza i colori perde senso, è un logo fragile.
Poi chiedi un parere a chi lavora con te in sala: vedono ogni giorno cosa guarda e cosa ricorda il cliente. Il logo deve piacere a chi mangia da te, non soltanto a te.
Ultimo controllo: la somiglianza. Prima di consegnare un logo noi verifichiamo che non somigli a marchi già esistenti dello stesso settore. La registrazione del marchio è facoltativa e si fa a parte. E chiedi sempre che, a saldo pagato, tu possa usare logo e file dove vuoi: va scritto nel contratto.
Domande frequenti
Il logo deve avere una forchetta o un cappello da cuoco?
No. Servono solo se ti aiutano a distinguerti, e quasi mai è così. Spesso il nome scritto con un buon carattere basta e funziona meglio, perché chi passa legge subito dove si trova.
Quali file devo avere alla fine?
Il logo a colori e in bianco e nero, in versione orizzontale e quadrata, sia in formato per la stampa (come il PDF o l'SVG) sia per lo schermo (come il PNG). Così chi fa l'insegna, chi stampa e chi gestisce i social non devono ridisegnare niente.
Posso usare il mio nome come logo?
Sì, se il nome si legge bene ed è scritto con un carattere scelto con cura. Un nome ben scritto, con due colori e un piccolo dettaglio, è già un logo.
Da dove cominciare
Guarda cosa hai oggi: insegna, menu, scatole, profilo. Se il logo non funziona su due o tre di questi, è il momento di rifarlo. Qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa per partire da un logo nuovo o per rinnovare quello che hai.